

Quando si pensa al Po viene subito in mente la fatica che comporta contenerne le acque, oppure il lavoro di chi sul fiume ci viveva, come i molinari, le lavandaie, i pescatori etc.
Però il fiume non è solo fatica, ma è anche fantasia e creatività, perché l’acqua spinge alla meditazione, a scoprire i valori più profondi, e a desiderare di vivere in sintonia con essi e con l’ambiente. Un bellissimo esempio di libertà ispirato dal Po fu l’invenzione della Repubblica di Bosgattia, una comunità di “hippy ante litteram”, molto prima che arrivasse il ’68.
Estratto da “La Repubblica di Bosgattia” del Prof.Dimer Manzolli (I Quaderni dell’Accademia del tartufo del Delta del Po – n.65) Una delle storie più affascinanti che il Po ci racconta è quella del prof. Luigi Salvini, lo slavista di fama mondiale che su di un’isola, che il grande fiume formava a Panarella di Papozze, subito dopo l’incile tra il Po di Venezia e il Po di Goro, costituì una sua repubblica autonoma, “Repubblica di Bosgattia”, dove si stampava moneta che aveva valore soltanto nei sogni, condivisi da centinaia di studiosi che nello Stato di Salvini trascorrevano le vacanze estive, a contatto con la natura, senza regole se non quelle del rispetto e della solidarietà reciproca.
Luigi Salvini, nato a Milano nel 1911, verso i vent’anni era già noto per il suo singolare impegno linguistico e per la sua preparazione nel campo filologico, tanto che qualche anno più tardi venne nominato ispettore centrale per l’insegnamento delle lingue del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1947 gli venne conferita per chiara fama la libera docenza in filologia slava.
In Polesine il prof. Salvini trovò i suoi due grandi amori: la moglie, la signora Matelda, figlia del celebre musicista adriese Nino Catozzo, e la bellezza di questa terra incontaminata, una bellezza che volle far conoscere agli altri, soprattutto ai tanti amici in tutta Europa.
Siamo alla fine degli anni trenta. Il periodo della guerra parla soltanto di paure, distruzioni, dispersi, morti. Ma con la liberazione si fa galoppare la fantasia. Si esce da un lungo letargo per “pensare” in libertà.
Luigi Salvini fa nascere la sua Tamisiana Repubblica di Bosgattia dove uomo e natura diventano un tutt’uno. E così la golena di Panarella, là dove il Po, dopo essersi separato dal Po di Goro, fa un’ampia ansa, con un fascino selvaggio e sempre mutevole, secondo l’ora e il tempo, assume il ruolo principale.
Chi andava alla “Tamisiana repubblica di Bosgattia” non poteva certo mettersi a pancia al sole, ma per vivere doveva arrangiarsi con quello che offriva la natura, del resto molto generosa, cacciando e soprattutto pescando. Nella repubblica la vita inizia a luglio e finisce quando settembre riserva all’uomo giornate sempre più corte per riprendere l’anno successivo.
Perché Tamisiana Repubblica di Bosgattia? Lo spiega il prof. Salvini nel suo libro “Una tenda in riva al Po” p. 183: “… parlando di Bosgatto essi non si richiamino più tanto al più utile e misconosciuto animale domestico, sacrificato all’ingordigia ed all’ingratitudine umana, quanto allo storione, la più grassa e grossa delle prede fluviali, che essi inseguono, in verità, senza troppa fortuna”.
A Bosgattia le case sono semplici tende; il gas fornisce la luce; niente letture, niente radio, niente notizie che interessano l’altro mondo, quello al di là dei confini dell’isola.
I turisti che si trattengono oltre due giorni hanno l’onore di essere assoggettati a tutti i lavori, i servizi, le prestazioni diurne e notturne dei bosgattiani.
Gli stranieri, muniti di lasciapassare, sono soggetti al loro ingresso a firmare il “Liber Barbarorum”, testimonianza dell’indecoroso loro stato di alfabetismo. Hanno visitato Bosgattia: pittori, scultori, stagnai, contadini, scrittori, bovai, balie, gatti, aviatori, giornalisti, cani sciolti, ingegneri, operai idraulici, finanzieri, soldati, capitani di lungo e corto corso, professori, abbonati alla “Gazzetta dello Sport”, lettori di fumetti, cartolai, notai, mugnai, avvocati, gasisti, panettieri, giunti dalla Romagna, Sicilia, San Marino, Austria, Jugoslavia, Frascati, Piemonte, Lombardia, Verona, Svezia, Sardegna, Provenza, Germania, Centocelle, Stati Uniti, Stato Città del Vaticano, Svizzera, Lazio, Parigi, Marche, ecc. ecc…

Una giornata a Bosgattia: La giornata ogni mattina inizia all’alba con l’alzabandiera, poi, mentre il sole incomincia appena a lambire le cime dei pioppi, i bosgattiani si avviano al lavoro stabilito la sera prima. Bisogna preparare le reti, “ripassare” la barca, riordinare ami e lenze, esaminare il motore a seconda che si voglia andare a pesca, esplorare il fiume o arrivare sino all’Adriatico.

La cucina: Sul fronte culinario nella Repubblica la cucina è collettiva e comune e si servono piatti tipici del luogo: la minestra di pesce alla bosgatta, il risotto di cefalo, il rinatto (carpa) arrosto, i cefali alla griglia, i caifa (pesce gatto) in umido, i bisatti (anguilla) “da re”, le uova alla bosgatta, il tamiso d’insalata mista. Ottimi i meloni e le angurie. “Nell’isola la popolazione “soffre” di una eccellente salute e ciò costituisce una grave e permanente minaccia per l’ordine mondiale dei Medici. Salvini tuttavia ammette che due forme di malattia cronica accompagnano il bosgattiano. La prima è la “mangite” o febbre vorace che dà violenti attacchi tre o quattro volte al giorno di solito all’avvicinarsi dell’ora dei pasti; la seconda è la “bosgattite” morbo stagionale con uno strano decorso. Durante l’inverno ha forma più blanda ed è rivelato dall’improvviso pulsare disordinato ed impetuoso del cuore ogni qualvolta si parli della “Bosgattia”, dalla furia predatrice che coglie gli individui quando scorgono persone o cose che possono essere in qualche modo utilizzate durante il risveglio estivo, quindi una recrudescenza tormentosa all’avvicinarsi di luglio. Questo morbo può essere vinto soltanto cambiando subito clima ed ambiente. Raggiunto il territorio della Repubblica la guarigione è assicurata.
Il Passaporto e Lasciapassare rilasciati dal Console Riccardo Vicentini con sede a Sabbioni di Corbola



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Moneta: La moneta avente corso legale a Bosgattia è il çievaloro, che circola in bellissime banconote stampate e controfirmate a mano; esistono pezzi da 1, 5, 50, 100, 200 çv; il cambio è di 1 çv per 5 lire, un marco tedesco vale 30 çv, un franco svizzero 27 çv, un dollaro 124 çv, una sterlina 350 çv.


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Poste e Francobolli: Regolarmente stampati e colorati a mano anche i francobolli, sono da 1, 2, 3, 5, 6, 8, 10, 15 çievaloro, esistono valori per la posta aerea (12 çv), pacchi (25 çv), espresso (20 çv); un valore di 14 çv è stato emesso per celebrare il decennale della Repubblica. I francobolli servono ad ornare le lettere e le cartoline.
In questa sorta di zona franca del sentimento, all’insegna della libertà dai condizionamenti del quotidiano, la vita continuò felice sino al 1955. Il prof. Salvini, uno dei più preparati ed applauditi messaggeri della cultura italiana all’estero, stroncato da un morbo che non perdona, morirà il 5 giugno 1957.
Di Bosgattia vive ancora il ricordo nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di fare quella singolare esperienza. Perché il “Paradiso terrestre” esiste tra i pioppeti in una piccola isola sul Po.
Nel maggio del 2015, grazie all’imprenditore Luca Serain, è stato inaugurato, presso “Corte Milana” in località Marcanta di Papozze, un piccolo Museo dedicato alla Tamisiana Repubblica di Bosgattia