C’era una volta una base semi-segreta, in un luogo chiamato Raccano, dove i bambini si preparavano per il viaggio spazio-temporale chiamato vita. Il luogo era sperduto in campagna, in lontananza si intuivano a volte monti e colli e più facilmente il campanile della chiesa di Polesella, comunque lontana e mai vista. Poteva essere circa il 1955 dopo Cristo.
Per il nostro viaggio ci si preparava imparando e usando queste filastrocche:
“Ana Cipana Miroco Minghin, Furio Furio Manghineto, Oro oro pecatoro, Questo è dentro e questo è foro.”
Oppure: “Unci dunci trinci, quarimarunci, mirimirinci, un, fran, des.”
… ed altre come queste.
Lo “Sputnik” non era ancora stato lanciato, per alcuni purtroppo il viaggio è già finito. Per me (per il momento) il viaggio ancora continua, nonostante “asteroidi” tipo Covid.
Giorgio Vecchiati
“Sticchele, micchele pon pon pon, Battendo le ciaccole tan tan tan, Sticchele, micchele pon pon pon”
Oppure questa filastrocca cantata: “Avevo una cavallina dindina dindela, avevo una cavallina dindina cavalier!
Romano Fabbris